Why?

Per noi e per l’ambiente!

PER NOI

Si sente parlare sempre più frequentemente della possibilità che nei prossimi decenni la pratica dell’entomofagia sarà resa necessaria dalla crescita demografica e dalla scarsità di risorse alimentari richieste per far fronte ai bisogni della popolazione mondiale. L’entomofagia è incoraggiata dalla FAO per il fatto che comporta benefici sia dal punto di vista nutrizionale che da quello ambientale.

Per quanto riguarda l’aspetto nutrizionale, il pregio fondamentale derivato dall’introduzione degli insetti nell’alimentazione è rappresentato dal loro alto apporto di proteine nobili come quelle di carne e pesce: ciò li rende un alimento altamente desiderabile per sportivi e per popolazioni povere di paesi in via di sviluppo o sottosviluppati.

È consistente anche il livello di acidi grassi, fibre, minerali e amminoacidi essenziali generalmente presenti; vi sono tuttavia delle caratteristiche peculiari in ogni specie.  Fra le oltre 1400 specie di insetti edibili le più diffuse sono le formiche (contenenti molecole utili al miglioramento della capacità visiva), le larve essiccate (ricche di oligoelementi e amminoacidi essenziali, che variano in base alla specie e al nutrimento), cicale (povere di grassi e fonti di vitamine), grilli e cavallette.

InsettoStadioProteine (%)Grassi (%)Minerali (%)Energia lorda (kcal/g)
GrilloGiovane55,09,89,1 
GrilloAdulto64,913,85,75,4
BlattaGiovane76,014,57,9 
BlattaAdulto61,532,41,7 
Baco da setaLarva53,88,16,43,9
Camola del mieleLarva42,446,42,77,1
CavallettaAdulta14,05,0  
DrosofilaAdulto70,112,64,55,1
FormicaAdulta38,03,5 3,5
Tarma della farinaLarva52,732,83,26,5
Tarma della farinaAdulto63,718,43,15,8

L’entomofagia comporta tuttavia anche dei rischi di carattere chimico-tossicologico e biologico.

Per quanto riguarda i rischi chimici, essi sono causati principalmente dai metodi di alimentazione e di allevamento: a seconda dell’efficacia del metabolismo della specie, gli insetti possono trattenere nel proprio organismo sostanze nocive come farmaci, pesticidi, biotossine o metalli. Al momento si sta lavorando a procedure di rimozione di tali tossine, ma le pratiche provate finora non hanno ancora permesso l’inserimento di alcune specie nell’elenco di quelle considerate sicure per l’alimentazione.

Oltre alle tossine provenienti dall’esterno, gli insetti possono talvolta contenere tossine endogene; queste, tuttavia, sono generalmente prodotte solo durante la vita adulta dell’individuo, che dunque risulta edibile allo stadio larvale.

Relativamente all’ambito biologico, invece, il rischio maggiore è costituito dalla possibilità che gli insetti siano trasportatori di batteri (come quello del botulino), infezioni, parassiti e funghi; tali elementi nocivi possono essere neutralizzati utilizzando particolari metodi di cottura o di conservazione.

In questo ambito il vantaggio portato dagli insetti risiede nel fatto che essi non possono trasportare virus come quello responsabile del morbo della mucca pazza o dell’influenza aviaria.

L’ultimo rischio correlato all’entomofagia è legato ad allergie o intolleranze alimentari: potrebbero insorgere nuove forme di allergie o potrebbero verificarsi casi di reazioni immunitarie o shock anafilattico in persone già affette da allergie ai crostacei o agli acari della polvere. Non si conoscono trattamenti in grado di eliminare tali allergeni dagli insetti, dunque l’unica soluzione al momento consiste nel selezionare le specie innocue.

La preoccupazione intorno alla possibilità dell’introduzione di un’alimentazione a base di insetti nel mondo occidentale è dovuta principalmente al fatto che nei paesi in cui essa è già presente in modo sistematico non sono stati effettuati studi relativi ai suoi possibili effetti dannosi sulla popolazione.

PER L’AMBIENTE

Per quanto concerne gli aspetti riguardanti l’ambiente, l’allevamento di insetti (i più comuni sono grilli, locuste e vermi della farina) favorisce l’ecosostenibilità.
Paragonando infatti il consumo di risorse, l’allevamento di insetti avrebbe un impatto sul nostro pianeta infinitamente minore rispetto ad allevamenti intensivi di altri animali da reddito quali bovini, suini e pollame.

1) Riduzione di gas serra, CO2 e gas inquinanti.
L’allevamento di insetti a scopo alimetare comporterebbe, secondo le ricerche condotte dalla Fao, un minore rilascio di gas serra nell’ atmosfera con una media di 1g su 1kg di peso ottenuto, in contrapposizione ai 2.850 grammi dei bovini e ai 1.300 dei suini.
L’allevamento intesivo di animali da alimentazione, ha un’impatto sull’acqua e suprattutto sull’emissione di CO2 elevatissimo in concomitanza inoltre con il rilascio di gas inquinanti come metano e biossido di azoto, provenienti rispettivamente dalle fermentazioni gastriche dei ruminanti e dalle deiezioni e urina.
In contrapposizione, l’allevamento di insetti, permetterebbe di ridurre drasticamente il consumo di acqua impiegata per lo sviluppo di questi e limiterebbe notevolmente le immissioni di gas inquinanti all’interno dell’atmosfera, offrendo sicuramente un minore impatto ambientale.

2) Utilizzo di suolo e degli scarti
Gli insetti possono crescere su numerosi substrati organici sia di origina animale sia vegetale, compresi scarti alimentari o sottoprodotti dell’industria agroalimentare che in questo modo possono essere riutilizzati per un’economia circolare: è stato stimato che gli insetti sono in grado di utilizzare fino al 60% degli scarti organici presenti nel loro substrato.
Inoltre questo tipo di allevamento assicura un’utilizzo decisamente minore e meno invasivo del suolo necessario per la crescita degli insetti. Si parla infatti di soli 20m per la produzione di 1kg di proteine, rispetto ai 45-70 m necessari per bovini e suini.

3) Sfamare la sovrappopolazione
Secondo numerose ricerche statistiche si stima che entro il 2050 la popolazione mondiale crescerà fino ai 9 milardi di persone. Ciò comporta conseguentemente il bisogno inequivocabile dell’aumento della produzione di cibo preferibilmente minimizzando l’utilizzo delle risorse naturali. Anche in questo caso, una dieta di insetti potrebbe fare la differenza. Essa potrebbe infatti rappresentare una soluzione da prendere decisamente in considerazione in termini di produzione di cibo per una quantità importante di persone. Considerata la molteplicità di specie di insetti commestibili, la loro velocità di riproduzione e la loro alta reperibilità in tutto il mondo, la loro consumazione potrebbe alleviare decisamente il problema della produzione di cibo.

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